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    Serbatoio di gasolio in azienda: quando serve la licenza fiscale

    Sopra i 10 m³ di capacità il deposito privato, agricolo o industriale va denunciato e serve la licenza fiscale ADM, con registro di carico e scarico e prospetto annuale entro febbraio. Il rimborso accise resta un binario separato.

    2 agosto 20267 min

    Se in cantiere, in azienda agricola o nel piazzale hai una cisterna di gasolio con capacità superiore a 10 m³, hai un obbligo di denuncia e ti serve la licenza fiscale rilasciata dall'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Non è una formalità che riguarda solo i distributori stradali: riguarda i depositi privati, agricoli e industriali. E il conto si chiude ogni anno entro febbraio, quando devi inviare all'ufficio delle dogane il prospetto riepilogativo delle movimentazioni.

    Mettiamo subito in chiaro un punto che genera equivoci: gli obblighi del deposito e il rimborso delle accise sono due cose distinte. Avere il deposito in regola non ti fa maturare il rimborso, e presentare istanza di rimborso non sistema la posizione del deposito. Conviene però affrontarli nello stesso periodo, perché entrambi ti chiedono di sapere con precisione quantità e date.

    Le soglie che fanno scattare l'obbligo

    Le due soglie da conoscere sono queste, e non vanno confuse tra loro.

    Tipo di impianto Soglia di capacità Cosa scatta
    Deposito privato, agricolo o industriale oltre 10 m³ Denuncia obbligatoria e licenza fiscale ADM
    Distributore automatico di carburante oltre 5 m³ Denuncia obbligatoria e licenza fiscale ADM

    Il parametro indicato è la capacità dell'impianto, non il consumo annuo. Per i distributori automatici di carburante la soglia è più bassa: 5 m³. È una distinzione che sfugge spesso, perché molte imprese di autotrasporto e di movimento terra hanno un erogatore a servizio della flotta e lo trattano mentalmente come "un serbatoio qualsiasi", mentre la soglia che lo riguarda è un'altra.

    Se hai più serbatoi, o se non ti è immediato capire in quale delle due righe ricadi, conviene far verificare all'ufficio delle dogane competente come vada qualificato il tuo impianto. È una domanda che costa poco farsi oggi e molto trovarsi posta da un verificatore domani.

    Cosa comporta la licenza fiscale

    La licenza fiscale è rilasciata dall'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ed è il titolo che ti autorizza a esercire il deposito. Non si esaurisce nel momento in cui la ottieni: comporta obblighi continuativi di registrazione e l'invio annuale del prospetto all'ufficio delle dogane competente.

    Gli obblighi documentati sono due:

    1. tenere il registro di carico e scarico del prodotto;
    2. inviare, al termine di ogni anno di esercizio ed entro il mese di febbraio dell'anno successivo, il prospetto riepilogativo delle movimentazioni all'ufficio delle dogane competente.

    A questi si affianca, sul piano pratico e non come obbligo che possiamo citarti da una norma, l'esigenza che l'impianto e la sua gestione restino coerenti con quanto hai dichiarato. Se cambi serbatoio, capacità o modalità di erogazione, è il caso di chiederti se la posizione vada aggiornata.

    Il registro di carico e scarico

    Il registro tiene traccia di ogni entrata e di ogni uscita di prodotto dal deposito. È il cuore dell'adempimento: senza un registro corretto il prospetto di febbraio non sta in piedi e, in caso di controllo, non hai modo di giustificare la differenza fra quanto hai acquistato e quanto risulta consumato.

    Per i depositi minori, con capacità da 10 a 25 m³, è prevista una dichiarazione sulla modalità di tenuta del registro: puoi optare per il supporto elettronico oppure per quello cartaceo. La scelta va dichiarata, non lasciata implicita.

    ADM ha inoltre pubblicato modalità semplificate di tenuta del registro di carico e scarico per depositi e impianti di distribuzione di prodotti energetici: conviene verificare se il tuo impianto vi rientra, prima di costruirti da zero un sistema di registrazione.

    Nella pratica, questo è il punto in cui un foglio di calcolo improvvisato smette di bastare. Se già gestisci gli adempimenti accise con strumenti telematici, ha senso ragionare in modo integrato: vedi software e canali telematici ADM.

    La scadenza di febbraio

    Il prospetto riepilogativo delle movimentazioni va trasmesso all'ufficio delle dogane competente entro il mese di febbraio dell'anno successivo a quello di esercizio. È una scadenza annuale, distinta e indipendente da quelle del rimborso accise, che sono invece trimestrali.

    Tenerle su due calendari separati è l'errore più comune. Se presenti anche le istanze di rimborso, in un anno il tuo calendario sul gasolio ha almeno cinque appuntamenti: il prospetto di febbraio più le quattro istanze trimestrali. Per il ciclo 2026 le date delle istanze sono 30 aprile 2026, 31 luglio 2026, 31 ottobre 2026 e 31 gennaio 2027: le trovi tutte in scadenze rimborso accise 2026.

    Cosa si rischia

    La violazione degli obblighi connessi all'accisa e alla gestione degli impianti può portare alla sospensione e alla revoca della licenza fiscale, con divieto di consegna per i cinque anni successivi.

    Vale la pena rileggere quest'ultima parte con calma. Prima di archiviarla come ipotesi remota, prova a chiederti come sarebbe organizzata la logistica del carburante della tua impresa se quel divieto operasse: se hai costruito il rifornimento della flotta attorno al deposito interno, la risposta dice molto su quanto ti conviene investire in ordine documentale adesso.

    Rimborso accise: un binario separato

    Qui sta il punto che merita più attenzione, perché è quello su cui circolano più semplificazioni.

    Il registro di carico e scarico documenta le movimentazioni del deposito: quanto prodotto entra e quanto esce. Per il rimborso accise occorre invece documentare i consumi dei veicoli che hanno i requisiti richiesti. Le due basi documentali possono essere organizzate in modo coordinato, e conviene farlo, ma non coincidono e non si sostituiscono a vicenda.

    Se rientri nell'autotrasporto merci, il rimborso del gasolio commerciale è pari all'accisa vigente meno 403,22 €/1.000 litri, che è l'aliquota effettiva fissa prevista dall'articolo 24-ter del TUA. Con accisa piena a 672,90 €/1.000 litri il rimborso è quindi 269,68 €/1.000 litri. Il meccanismo e i requisiti : massa complessiva pari o superiore a 7,5 tonnellate e classe Euro 5 o superiore, con esclusione degli Euro 4 e inferiori dal 1° gennaio 2021 : sono spiegati nella pagina autotrasporto.

    Se invece il gasolio del tuo deposito alimenta impieghi di forza motrice, il riferimento è il punto 9 della Tabella A del TUA, riscritto dal D.Lgs. 43/2025, con aliquota agevolata di 185,22 €/1.000 litri. Attenzione al perimetro: dal 1° gennaio 2026 sono esclusi i mezzi gommati immatricolati e targati. Il tema è approfondito in macchine operatrici.

    Nel 2026 l'aliquota sul gasolio è cambiata sei volte: 672,90 dal 1° gennaio al 18 marzo, 472,90 dal 19 marzo al 22 maggio, 572,90 dal 23 maggio al 6 giugno, 622,90 dal 7 giugno al 3 luglio, di nuovo 672,90 dal 4 al 27 luglio, e infine il valore ridotto disposto dal decreto del 27 luglio per il periodo 28 luglio - 6 agosto, il cui importo puntuale non risulta ancora pubblicato. Con un quadro così mobile, l'unico modo per calcolare correttamente il rimborso è avere quantità e date dei rifornimenti ricostruibili con precisione. Gli aggiornamenti sono raccolti in aliquote accise gasolio 2026.

    Se ti accorgi ora di avere un deposito sopra soglia

    Due indicazioni pratiche.

    La prima: non buttare nulla. Se hai tenuto registrazioni interne anche senza esserti formalizzato, servono per ricostruire i consumi. La documentazione a supporto del rimborso accise, in particolare, va conservata dieci anni.

    La seconda: non dare per perso il rimborso degli anni passati. Con le istanze suppletive sono recuperabili i consumi degli ultimi 24 mesi. Se in quel periodo hai fatto rifornimento dal tuo deposito e non hai mai presentato istanza, c'è materia da verificare. Per una stima puoi partire dal calcolo del rimborso.

    Sul versante procedurale del rimborso, ricorda che il silenzio-assenso sull'istanza opera a 60 giorni, ridotti a 30 dal DL 89/2026 per le compensazioni presentate dal 1° ottobre 2026, data dalla quale per quella finalità diventa obbligatorio il Servizio Telematico Doganale (informativa ADM prot. 353642 del 24 giugno 2026). Il rimborso, del resto, puoi fruirlo in compensazione con F24 : codice tributo 6740, sezione Erario : oppure chiederlo in denaro.

    Mettere in regola il deposito e attivare il rimborso restano due percorsi distinti, con presupposti e procedure propri. Ma le informazioni da raccogliere sul campo si raccolgono meglio una volta sola: se devi mettere mano alle registrazioni del gasolio, tanto vale farlo pensando a entrambi.

    Domande frequenti

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